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Louise Bourgeois, Mamá, 1999

Written by: Sara Gioia



INGLESE/ENGLISH:


Title: Mamá

Author: Louise Bourgeois

Original title: Maman

Date: 1999

Materials: Bronze, marble and stainless steel

Size: 927 x 891 x 1023 cm


The work is located in the Guggenheim Museum in Bilbao

About a year and half ago, precisely in April 2019, I was walking down the streets of what can be called the reborn Bilbao. The Basque city, which in the last century has been the protagonist of numerous terrorist attacks by the Eta, an organisation that fought for the liberation of the Basque community from Spain, has been invaded by a real hurricane of modernisation, unleashed following violent and overbearing deindustrialisation, aimed at rebuilding that territory devastated by factories and grey clouds of smog.


That’s how, suddenly, it has been realised the rebirth of what today is perhaps the capital of Basque tourism. The tourist reality of the city has, for this reason, undergone drastic changes, obviously positive, which have allowed sculptors and artists from various countries to enrich with their works the limbs, sometimes bare, of the city.


Among the most relevant architectural works that is possible to find walking through the streets of Bilbao, we cannot fail to mention the Guggenheim Museum Bilbao. Inaugurated in 1997, the building designed by Frank O. Gehry houses works of contemporary art. Its immediate success, acclaimed by tourists from all over the world, made it the symbol of the capital of Bizkaia.


But, after this little intro that I hope has aroused some curiosity about the history of Bilbao, let’s return to my walk.


From Pasarela Pedro Arrupe, a small wooden bridge that leads to the entrance of the University, the view that stretched before my eyes could certainly not leave me indifferent. Two parallel strips of road, separated from each other by the Ría and flooded by a crossroads of people were reflected in the water of the river below. From there, to get to the Guggenheim, you must proceed across the Zupizuri Bridge. But, getting to the point, what caught my attention the most once I crossed the ground of the museum, was this imposing sculpture immersed in the fog. Maman or, as it was originally called, Maman, is a sculpture by Louise Bourgeois, an innovative artist of the 20th century known not only for her paintings, but also for her sculptures. Created in bronze, marble and wood, his work is certainly intimate. What may look like a simple sculpture of a spider nine meters high, actually wants to be a spokesman for content of a very different level.


Mamà, as suggested by the title, represents a mother protector and predator at the same time, alluding to the artist’s personal life, in which the stage opened its curtain to an unfaithful father and an accomplice mother. However, although not related to the personal sphere of each spectator, Maman remains an evocative sculpture with a strong message. It embodies the double personality of a human being, who can be both sweet and harsh, as well as benevolent and perfidious. His highness so ambitious does not incite any fear. On the contrary, it arouses in the spectator a sense of compassion and commotion. Viewed from the bottom, you can see how the abdomen of the arachnid is full of eggs. The spider, who with the silk makes the cocoon to his offspring and then hunts his prey, is compared to the maternal figure who first gives birth to his child and then deprives him of the affection he needs.



ITALIANO/ITALIAN:


Circa un anno e mezzo fa, precisamente nell’aprile del 2019, camminavo per le strade di quella che si può definire la Bilbao rinata. La città basca, che nel secolo scorso si è vista protagonista di numerosi attacchi terroristici da parte dell’Eta, ossia un’organizzazione che si è battuta per la liberazione della comunità basca dalla Spagna, è stata invasa da una vero e proprio uragano di modernizzazione, scatenatosi in seguito alla violenta e prepotente deindustrializzazione, volta a ricostruire quel territorio devastato da fabbriche e nuvole grigie di smog. Ed è così che,d’un tratto, è stata attuata la rinascita di quella che, ad oggi, è forse la capitale del turismo basco. La realtà turistica della città ha, per questo, subito drastici cambiamenti, ovviamente positivi, che hanno consentito a scultori e artisti provenienti dai più svariati paesi di arricchire con le loro opere le membra, a tratti spoglie, della città.


Tra le opere architettoniche di maggior rilievo che è possibile incontrare camminando per le vie di Bilbao, non si può non citare il Guggenheim Museum Bilbao . Inaugurato nel 1997, l’edificio progettato da Frank O. Gehry ospita opere di arte contemporanea. Il suo immediato successo, acclamato da turisti provenienti da tutto il mondo, ha fatto sì che diventasse il simbolo del capoluogo della Bizkaia.


Ma, dopo questa piccola introduzione che, spero, abbia suscitato un po' di curiosità sulla storia di Bilbao, ritorniamo alla mia passeggiata.


Dalla Pasarela Pedro Arrupe, un piccolo ponte in legno che conduce all’entrata dell’Università, il panorama che si estendeva sotto ai miei occhi non poteva lasciarmi certamente indifferente. Due lembi di strada paralleli, separati tra loro dalla Ría e inondate da un crocevia di persone si specchiavano nell’acqua del fiume sottostante. Di lì, per arrivare al Guggenheim, bisogna procedere attraversando il ponte Zupizuri.


Ma, andando al sodo, ciò che più ha catturato la mia attenzione una volta varcato il suolo del museo, è stata questa imponente scultura immersa nella nebbia.


Mamà o, come originalmente denominata, Maman, è una scultura di Louise Bourgeois, artista innovativa del secolo XX conosciuta non solo grazie alle sue opere pittoriche, bensì anche per le sue sculture. Creata in bronzo, marmo e legno, la sua opera è sicuramente intima.


Quella che può sembrare una semplice scultura di un ragno alta ben nove metri, in realtà vuol farsi portavoce di contenuti di ben altro livello.


Mamà,come suggerito dal titolo, rappresenta una madre protettrice e predatrice allo stesso tempo, allusiva alla vita personale dell’artista stessa, in cui il palcoscenico apriva il suo sipario ad un padre infedele e una madre complice.

Tuttavia, seppur non affine alla sfera personale di ciascuno spettatore, Maman rimane una scultura suggestiva e dal forte messaggio. Essa incarna le doppie personalità di un essere umano, che può mostrarsi sia dolce sia aspro, sia benevolo sia perfido.


La sua altezza così ambiziosa non incute alcun timore. Al contrario, suscita nello spettatore un senso di compassione e di commozione. Vista dal basso, si può vedere come l’addome dell’aracnide sia pieno di uova. Il ragno, che con la seta fabbrica il bozzolo alla sua prole e poi caccia la sua preda, viene paragonato alla figura materna che, in primo luogo da alla luce il suo bambino e, in seguito, lo priva dell’affetto di cui ha bisogno.


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